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L'estate scorsa ho deciso d'inserire tra i libri consigliati nel mio corso di Sociologia dei Processi Culturali un vecchio classico della disciplina: Le basi morali di una società arretrata, scritto da Edward Banfield nel 1958 e pubblicato in Italia tre anni dopo. Il libro si basa su di uno studio durato circa due anni in un piccolo paese dell’Italia Meridionale alla fine degli anni Cinquanta, con l’Italia alle prese con una spettacolare crescita economica, che non coinvolse però il Mezzogiorno e il paese dove Banfield compì l’analisi era uno dei più poveri e arretrati d’Europa.

 

Da questo lavoro l’autore elaborò il concetto di «familismo amorale», che semplificando potrebbe essere definito come un legame con la propria cerchia parentale capace di condizionare l’azione sociale del soggetto e che sarebbe responsabile dell’arretratezza economica e civile della comunità. Per essere più specifici, gli interessi della cerchia di appartenenza dominano su quelli dell’interesse pubblico. Si potrebbe anche dire che questo sia l’inizio delle reti di corruttela che caratterizzano il nostro sistema sociale.

 

Come si può immaginare, il testo generò moltissime polemiche. Tuttavia, a distanza di oltre mezzo secolo, il libro è ancora un best-seller della disciplina. Perché? Le risposte sono evidenti a tutti: le recenti vicende di familismo nelle più alte sfere di governo e nei settori chiave dell’amministrazione sono sotto gli occhi di tutti e continuano quella pessima tradizione italiana che sembra essere un tratto culturale, prima che una questione di opportunità politica. È vero anche che ci sono esempi edificanti, che appaiono però come atti eroici in un sistema ben più melmoso e opaco.

 

In particolare fa specie ascoltare le parole di alcuni nostri alti rappresentanti politici che affermano che occorre fermare l’antipolitica e il populismo, senza far cenno alla dilagante corruzione che infesta l’Italia. Il primo passo per fermare gli estremismi è quello di avere un comportamento onesto e giusto e ciò significa iniziare a pensare al bene comune e non al bene degli amici. Come insegna Banfield, infatti, l’arretratezza di una società può avere anche delle basi morali. Ovviamente, consiglio di leggere il libro :-)

 

 

 

 

 

 

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