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1 Quale mamma? Quale papà? Divorzio e conseguenze sui minori.

 

 

È un dato di fatto che le separazioni e i divorzi nel nostro Paese siano in aumento, sebbene non tutte le separazioni abbiano come conseguenza il divorzio, così come di desume dai dati ISTAT riferiti al 2015.

Fonte: Istat Report 14 novembre 2016. Matrimoni, separazioni, divorzi 2015

 

Le ragioni che danno vita a questa realtà sono imputabili alla crescente incapacità della coppia ad affrontare le difficoltà matrimoniali e le criticità che la convivenza comporta. Gli avvocati matrimonialisti denunciano tra le più frequenti cause di divorzio fattori quali l’abitudine, l’ingerenza troppo pervasiva dei genitori dei due partner nel loro ménage familiare, l’affievolirsi dell’attrazione reciproca. L’elenco potrebbe continuare, ma una considerazione meritano altri due aspetti: l’estremo individualismo che caratterizza ormai gli uomini di oggi e la mancanza di capacità, da parte della coppia, di investire risorse in progetti a lungo termine.

 

Lo spirito di sacrificio, l’impegno quotidiano volti alla realizzazione di un obiettivo non immediatamente tangibile e fruibile, ma esito di un periodo di lenta costruzione, pare esulare dalla coppia moderna. Il mordi e fuggi, l’immediatezza, la gratificazione istantanea e spesso illusoria sembrano essere le priorità dei singoli soggetti. La rinuncia alla realizzazione totale o parziale dei propri desideri e dei propri voleri non sono oneri sostenibili da partner depressi, infelici e incapaci di sopportare fatiche e possibili sconfitte. Con ciò non è escluso che la separazione sia l’esito di situazioni di abuso, maltrattamenti e sia quindi la soluzione per liberarsi di relazioni costrittive e squalificanti. Alla luce di queste criticità, quali sono le conseguenze della separazione sui figli della coppia? Qual è l’eredità che un bambino riceve in dono dalla rottura matrimoniale dei suoi genitori?

 

Certamente non mancheranno nel soggetto coinvolto il senso di smarrimento, l’insicurezza, la rabbia, lo spaesamento… Egli si troverà a doversi dividere tra lo spazio della mamma e quello del papà, spazio affettivo, fisico e domestico, ricco di valori anche simbolici. Ne consegue un fisiologico disorientamento che può sfociare in un disagio latente o manifesto sia a casa, sia a scuola. Spesso infatti il rendimento scolastico cala, oppure migliora in modo improvviso; queste due dinamiche opposte sono l’espressione dello stesso malessere interiore, intendono cioè attirare l’attenzione dei genitori al fine di raggiungere lo scopo di rappacificarli e farli riunire. Sono tentativi inutili che sottraggono risorse al bambino in quanto molto spesso il papà e la mamma non sono in grado di convogliare le loro energie verso un unico fine: la serenità della loro prole.

 

La triade padre-madre-figlio si scinde o meglio si trasforma in una struttura a due elementi padre-figlio, madre-figlio e quest’ultimo viene spesso usato come ricettacolo di messaggi negativi e denigratori che un genitore proferisce contro l’altro o, peggio, come soggetto sul quale riversare i rancori maturati nei confronti del partner. Il divorzio e la separazione comportano una profonda riorganizzazione da parte dei soggetti interessati, riorganizzazione economica, relazionale sia tra i membri coinvolti nell’evento, sia con l’intera rete amicale e familiare. Occorre pertanto, in questa transizione, tutelare il soggetto più fragile, il bambino, aiutandolo a maturare una sufficiente resilienza intesa come la capacità di mantenere un equilibrato funzionamento psicologico nonostante l’enorme coinvolgimento emotivo dovuto alla disgregazione familiare. Il soggetto deve poter essere in grado di riorganizzare positivamente la propria vita, cogliendo le opportunità che essa offre, senza deprimere la propria identità [continua ...].

 

 

 

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