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2 Quale mamma? Quale papà? Una madre malevola?

 

Quando la rottura della vita coniugale è permeata da conflittualità il rapporto che i figli dovrebbero mantenere con i padri viene ostacolato, molto spesso come forma di punizione nei confronti dell’ex partner, fino a mettere in atto una tipologia diversificata di fenomeni di mobbing:

  1. “mobbing coniugale” che si manifesta attraverso molestie psicologiche volte a sminuire l’autostima del coniuge, generando un processo di distruzione psicologica;

  2. “mobbing genitoriale” che ha luogo nell’ambito delle contese sull’affidamento dei figli. Vengono messi in atto, da parte di un genitore, comportamenti finalizzati ad escludere l’altro partner dall’esercizio della propria genitorialità attraverso sabotaggi alle frequentazioni del figlio, emarginazione dai processi decisionali, denigrazione della figura del genitore medesimo, ostacolamento nella partecipazione alla vita scolastica.

  3. “sindrome della madre malevola”; è il termine utilizzato da Ira Daniel Turkat (1993) per indicare il comportamento secondo cui la madre separata è animata da un bisogno patologico di punire l’ex marito per cui pone in essere un comportamento lesivo, volto ad impedirgli un normale rapporto con i figli

Queste madri perseverano nel loro atteggiamento anche se non riescono a raggiungere lo scopo (Cavedon, Magro, 2010). La Turkat indica quattro possibili modelli di comportamento predittivi di tale sindrome:

  1. la moglie, senza motivi, punisce il marito dal quale si è separata

    1. tentando di alienare il figlio dal padre

    2. coinvolgendo altre persone in azioni malevole contro l’ex coniuge

    3. intraprendendo un contenzioso eccessivo; 

  2. la madre ostacola e tenta di impedire la frequentazione padre-figlio

    1. interrompendo pretestuosamente le visite regolari con il padre 

    2. negando le telefonate che quest’ultimo effettua ai figli

    3. escludendo il genitore dalle attività scolastiche ed extrascolastiche del figlio;

  3. la madre mente ai figli e alle persone amiche ed estranee, viola la legge:

  4. la madre attua un piano per distruggere l’immagine del padre con false accuse volte a far venire meno la credibilità sia agli occhi del figlio, sia agli occhi delle persone che lo frequentano.

Richard Gardner nel 1985 elaborò un modello teorico per inquadrare tutti questi fenomeni e lo identificò nella PAS (Parental Alienation Syndrome), un programma di denigrazione messo in atto da un genitore contro l’altro genitore, attraverso una programmazione del minore al quale viene praticata una sorta di lavaggio del cervello che lo porterebbe a perdere il contatto con il mondo dei propri affetti e a manifestare astio e disprezzo, ingiustificati e continui, verso il genitore alienato. La caratteristica, per così dire, positiva di tale sindrome è che, nel momento in cui il genitore programmante ferma la programmazione, la sindrome scompare. Il rifiuto dei figli può spingersi all’estremo, fino alla “cancellazione” del genitore rimasto fuori casa per assumere la gravità definitiva di una perdita, di un vero e proprio lutto.

 

La Sindrome della Madre Malevola differisce dalla PAS, come ricorda Turkat, in quanto “la PAS è una patologia indotta dal genitore alienante nel minore e richiede un comportamento attivo del bambino verso il genitore alienato, invece nella Sindrome il comportamento messo in atto dalla madre anche se non ottiene accondiscendenza da parte della prole, persevera in modo determinato e consapevole, anche contro il volere del figlio stesso” [continua...].

 

 

 

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