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3 Quale mamma? Quale papà? Il ruolo dei nonni

Nel 2015 la durata media del matrimonio in Italia fino al momento della separazione era di circa 17 anni. La quota delle separazioni riferite ai matrimoni di lunga durata è raddoppiata negli ultimi vent’anni (dall’11,3% del 1995 al 23,5% del 2015) mentre scende la quota di quelle interrotte entro i primi cinque anni di matrimonio (dal 24,4% del 1995 al 12,1% del 2015).

 

Fonte: Istat Report 14 novembre 2016. Matrimoni, separazioni, divorzi 2015

 

L’aumento della quota di separazioni riferite a matrimoni di lunga durata è in parte il risultato di un effetto strutturale dovuto all’andamento dei matrimoni. Altra concausa delle situazioni che hanno portato alla rottura coniugale, sono i suoceri materni o paterni; le loro continue interferenze mettono a dura prova i rapporti tra marito e moglie, soprattutto dopo la nascita dei figli. Secondo Corbi (2009) con il tempo le continue intromissioni e i giudizi di parte contribuiscono a creare una perdita di autonomia decisionale dei coniugi che mina l’armonia e questo avviene, a maggior ragione, in presenza di figli.

 

La problematica dei rapporti di convivenza della coppia genitoriale con i rispettivi suoceri è un fattore di rischio per la disgregazione della coppia medesima e va messo in conto fin dal primo momento in cui si opera la scelta riguardante la futura abitazione coniugale. Secondo i dati Istat, la nostalgia dei genitori è uno dei fattori di maggior attrito tra marito e moglie (31%), peggiorato dalla frequente invadenza dei suoceri nella vita di coppia (27%). Ecco perché, secondo l’Ami (Associazione avvocati matrimonialisti italiani), un matrimonio su tre entra in crisi per l'eccessiva interferenza da parte dei genitori di lui o di lei.

 

Da un lato vi sono nonni che offrono quotidianamente il loro contributo sia educativo, sia economico in favore dei nipoti (si calcola che 4 milioni di bambini dall’età compresa tra 0 e 13 anni siamo ‘affidati’ ai nonni per molte ore della giornata ed addirittura nei week end), dall’altro vi sono suoceri che contribuiscono a rendere fragili le famiglie, avocando a sé il diritto d’inserirsi nelle vicende della coppia. Un tempo i suoceri erano i migliori mediatori familiari, essi infatti intervenivano per mettere pace ed evitare la separazione dei loro figli; oggi succede l’esatto contrario e risulta evidente, pertanto, che se la famiglia italiana versa in una situazione di grave crisi anche i suoceri hanno la loro parte di responsabilità. La Cassazione ha sancito il principio che le ingerenze dei suoceri, se sopportate dal figlio coniuge, sono motivo di addebito.

 

È sufficiente che uno o entrambi i partner non si siano realmente separati da uno o entrambi i propri genitori e non siano riusciti a differenziarsi da loro e ad «individuarsi», cioè non siano riusciti a sviluppare una propria identità indipendente e autonoma. La conseguenza sta nella difficoltà a legarsi realmente e funzionalmente a un’altra persona. Oltre all’influenza indiretta delle famiglie di origine, sono molto comuni le interferenze quotidiane e le ingerenze nelle scelte della nuova coppia sui più diversi aspetti del menage familiare. Sono da annoverare fra queste modalità anche i genitori che generosamente donano importanti oggetti, o regali per i bambini, senza interpellare la coppia circa le sue esigenze.

 

Da parte dei papà si mette in evidenza tutta la problematicità di una convivenza forzata con i suoceri; nei casi di PAS l’atteggiamento protettivo dei nonni materni si esplica attraverso denigrazioni che fanno riferimento al padre come un individuo che nutre scarso amore per la sua famiglia e manifesta disinteresse per i figli, al punto da aver abbandonato il tetto coniugale. In altri casi sono le richieste di supporto nell’allevamento dei figli, da parte della ex moglie alla propria famiglia, ad aver fornito loro un’autorità che consente di assumere una posizione giudicante nei confronti delle capacità genitoriali dei coniugi. Una ulteriore forma di risentimento è quella che viene messa in atto da parte dei suoceri nei confronti dei nonni paterni, presentandoli agli occhi dei bambini come persone incapaci di accudirli e di dare loro affetto e attenzioni; ciò ha come conseguenza un progressivo distacco dei nipoti nei confronti dei nonni e un rifiuto della loro presenza.

 

Da un lato, come anticipato, i genitori dovrebbero fare un passo indietro rispetto a quando il proprio figlio era piccolo e bisognoso di cure e di essere guidato, e lasciarlo libero di scegliere, sbagliare, imparare e crearsi la propria identità, soprattutto all’interno del suo nuovo nucleo familiare. La nuova famiglia ha bisogno di spazio e tempo per costruirsi saldamente e le intrusioni parentali minano questo processo [continua…].

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